CASTELFRANCO IV AL MEMORIAL NICOLA BASILE DI GENOVA

ARTICOLO

Dopo il torneo casalingo organizzato con successo l’anno scorso, e le precedenti esperienze vissute a Nichelino e Cesena, quest’anno la sezione di Castelfranco Veneto decide di iscriversi, unica tra le venete, al 5° Memorial Nicola Basille organizzato dalla sezione di Genova, torneo a cui partecipano 12 rappresentative provenienti da diverse zone d’Italia.

La squadra, preparata in allenamento da mister Claudio Romano e affidata per l’occasione al Vice Presidente Gian Claudio Giacu, affronterà nella giornata di sabato le sezioni di Bra, Carrara e Genova, avversarie del girone di qualificazione.

 

La prima avversaria della giornata è la sezione di Bra, il cui completo rosso fa si che Castelfranco scenda in campo con la divisa verde, solitamente utilizzato nella seconda giornata di gare nelle precedenti manifestazioni.

I veneti partono alla grande, e dopo pochi minuti trovano già il vantaggio! Andrea Guadagnini, da poco dopo centrocampo, eseguendo una punizione degna del miglior Pirlo, fa spiovere in area un pallone velenoso che manda in confusione il centrale difensivo il quale interviene maldestramente di testa ed ifila il proprio portiere!

Nemmeno il tempo di rifiatare è Armando Ongarato a siglare il raddoppio con un delizioso pallonetto; unica nota dolente l’infortunio muscolare patito dal numero 10 proprio nel momento della rete che lo costringerà a lasciare il terreno di gioco e a seguire tutte le partite successive da semplice spettatore.

Il risultato non fa accontentare la squadra di Giacu che mantiene il dominio del gioco fino chiudere la partita già nella prima frazione di gioco con un calcio di rigore trasformato da De Marchi e procurato da Durighello con un percussione dalla destra.

 

Archiviato l’impegno mattutino, e digerito (o quasi) il pranzo, Castelfranco torna in campo nel primo pomeriggio contro la sezione di Carrara.

I ragazzi del Presidente Pivato, presente in panchina, faticano questa volta a condurre la gara con determinazione; tuttavia, è Alessandro Durighello a indirizzare la sfida sui binari giusti spedendo di testa alle spalle del portiere un pallone crossato dalla sinistra da Francesco Visentin.

La formazione verde però, non riuscirà a rendersi veramente pericolosa per tutto il resto della partita mentre e la pressione di Cararra si farà sempre più forte nei minuti finali dove gli avversari colpiscono una traversa da brividi con un calcio di punizione indiretto dall’interno dell’area di rigore “regalato” per un retropassaggio a Bruno.

 

Ed è così che alla decisiva resa dei conti, sotto la pioggia del pomeriggio ma trascinati dai cori un gruppo di quattro irriducibili ultras, i ragazzi di Castelfranco se la dovranno vedere con i padroni di casa, provenienti entrambe da due vittorie, ma per qualificarsi come prima del girone ai veneti basta anche il pareggio, essendo in vantaggio sia dal punto di vista dei provvedimenti disciplinari che nella differenza reti (i liguri avevano ottenuto entrambe le vittorie con il punteggio di 1-0).

Entrambe le squadre, visibilmente affaticate, daranno vita ad una sfida senza troppe emozioni che terminerà con il risultato di 0-0, risultato che conferma la solidita difensiva della formazione castellana e qualifica anche Genova tra le prime quattro come miglior seconda dei vari raggruppamenti.

 

Durante la cena di gala, consumata sul lungomare della città genovese, le squadre conosceranno i rispettivi avversari per il giorno successivo.

Prima semifinale: Genova – Siena

Seconda semifinale: Castelfranco Veneto – Milano

 

Se la prima semifinale vedrà prevalere Genova con il risultato di 4-0, il secondo incontro non sarà altrettanto a senso unico.

A metà del primo tempo saranno i Milanesi a portarsi in vantaggio grazie ad un preciso diagonale rasoterra ad opera dell’attaccante divincolatosi dalla marcatura di Kozhuharov che andrà a colpire la base interna del palo destro prima di depositarsi in rete.

Gli uomini di Giacu però ci crederanno fino alla fine ed ancora una volta si dimostra decisivo decisivo Alessandro Durighello che, sceso con una galloppata sulla sinistra in pieno recupero mette in mezzo un pallone finito in rete per mezzo di una deviazione di testa da parte di un difendente lombardo aggredito dalla pressione di Andrea Sebenello per il clamoroso 1-1!

 

Fatale sarà però la lotteria dei rigori che condannerà Castelfranco alla finale di consolazione per il 3/4 posto contro Siena. Nei trenta minuti della sfida ridotta, tre saranno le occasioni da rete capitate sui piedi di Matteo Guerra, ma che l’attaccante di Fanzolo non saprà sfruttare.

Lo 0-0 finale costringerà le squadre ad una nuova serie di tiri di rigore, e ancora una volta il dischetto non sorriderà ai castellani che si classificheranno dunque al quarto posto dietro a Siena, Genova e Milano, vincitrice del titolo.

 

La giornata di gare si è conclusa con il ricordo del collega Nicola Basile, associato della sezione di Genova scomparso 5 anni fa e con il saluto di Erio Iori, componente del Comitato Nazionale, che ha preceduto il momento tanto atteso delle premiazioni, dove il nostro Diego Matteo Bruno è stato onorato del trofeo come Miglior Portiere del torneo!

 

Al termine delle celebrazioni, la squadra castellana si è concessa una visita all’acquario di Genova prima di fare rientro a casa.

 

Come al solito, la soddisfazione più grande, al di là della classifica, è quella di aver condiviso un’esperienza associativa nel divertimento e nel pieno dei valori dello sport assieme ai colleghi di altre sezioni italiane, cosa che sicuramente darà la carica giusta ed una marcia in più ai ragazzi di Castelfranco Veneto per affrontare a breve il Torneo Martin organizzato tra le sezioni venete in programma per il prossimo 14 giugno!



PAGELLONE

BRUNO: Non può mancare nei nostri tornei, il portierone della squadra. Degno di nota il fatto che se va a letto alle quattro o a mezzanotte, lui le parole se le prende comunque. Ma lui se ne frega e riesce a vincere il titolo di miglior portiere senza fare niente. Alcuni filmati però lo inchiodano: stava parlando con gli organizzatori del torneo, corrompendoli per il premio dicendo: “tranquilli la sezione fa bonifico”. Prende un solo gol colpa del fatto di non saper parlare il bulgaro, non riuscendo ad impartire indicazioni corrette. DARWIN AWARD. ( http://it.wikipedia.org/wiki/Darwin_Awards )
 
ALTINIER: Anche la sezione si è aperta all’arruolamento di uomini con doppia nazionalità. All’invito lui ha accettato senza batter ciglio, facendo perdere alla Germania un uomo di peso. Ottimo in reparto difensivo, ha la tecnica, ha la velocità e riesce sempre a tenere a bada gli avversari. Sarà per le origini tedesche, ma alcuni dicono che sia un pezzo del muro di Berlino rinato sotto forma di uomo. ORIUNDO.
 
CODEMO: Ha organizzato il tutto e bisogna ammettere che lo ha fatto alle grande. In campo come sempre da il massimo e piuttosto di concedere agli avversari di prendere il pallone si fa prendere a mazzate sull’occhio per perdere tempo. Poi, alla fine, si rivela per quello che è facendo campagna elettorale. Ci resterà per sempre il dubbio se la gita era una farsa per prendere voti o se era per fare associazione; ma non ci frega, tanto non vi votiamo. POLITICO.
 
PANDOLFO: Tiene la posizione, sa anticipare e bloccare l’avversario in ogni situazione. Probabilmente il suo idolo è Gandalf del Signore degli anelli perché quando qualunque avversario tenta l’attraversata dalla sua parte, lui gli dice “tu!! Non puoi passare!!” e prontamente lo blocca come niente. GRANITICO.
 
KLIMENT: Anche lui presente in qualunque torneo. Ogni volta scende dai Balcani con grinta e determinazione. Spalle larghe e pedalare è il suo motto. Quasi nulla da dire sulla prestazione in campo. Fa parte del perfetto reparto difensivo e la sola sbavatura si registra nell’unico gol subito: quando il nostro Bruno gli dice di stringersi, lui non lo fa e si trasforma in un ballerino lisciando il pallone con tecnica ed eleganza tali da far invidia al nostro Iarriccio. BILLY ELLIOT.
 
SEBENELLO: Il nostro tutto fare, ma non un tutto fare qualunque: in ogni posizione è un giocatore ‘ccezzionale. Trova il suo massimo rendimento da centrale e assieme al nostro uomo granitico, crea una fortezza inespugnabile. Corre, anticipa, difende in modo impeccabile e che sia gamba o pallone poco gli importa, lui punta e colpisce. Prende l’unico giallo della squadra e l’intento ci sembra chiaro: da studente di medicina, voleva applicare le conoscenze sul campo sul primo povero sfortunato disponibile. CHIRURGICO.
 
BADOER: Come sempre corre come pochi, veloce, agile, cattività agonistica. Grande cuore da capitano,incita la squadra, sa dare la motivazione anche se alcune volte fatica a tenere un po’ la posizione accentrandosi un po’ troppo. Correva così tanto che ad un certo punto il dubbio ci viene: ma questo pensa che sia un torneo di calcio o una campestre? Poi il rigore sbagliato, ci ha fatto capire tutto. MARATONETA.
 
GUADAGNINI: Altro “senatore” della squadra. Dove c’è da giocare lui c’è sempre. Perno di centro campo, forse un po’ fuori forma ma il mancino resta sempre quello. Quando può, lancia e fa correre le fasce come dei poveri disgraziati e ci gode pure nel farlo. Non poteva mancare il suo classico infortunio, il quale era talmente scontato, che pure i bookmakers ci hanno giocato sopra facendo aprire le quote su “infortunio: SI / NO”. UOMO SNAI.
 
DE MARCHI: Si prende il peso di calciare dagli undici metri nella gara inaugurale e non delude: calcia, segna ed esulta dedicando il gol alla curva. Palloni gliene arrivano pochi a causa dei frequenti lanci lunghi,  ma quando riesce a giocare il pallone saltano fuori le sue caratteristiche: centrocampisti che giochino senza la palla, che sanno farsi trovare smarcati e pronti a calciare ce ne sono pochi. E queste caratteristiche ci ricordano un giocatore in particolare: STEFANO MAURI.
 
VISENTIN: In campo tenace, ci mette cuore e grinta dimostrato dal fatto che riesce a recuperare un pallone creduto perso da tutti e riesce a metterlo in mezzo per il gol di Durighello. Ma il suo istinto di bomber non si placa in campo, grandi prestazioni anche fuori e lo dimostra con l’invito a cena alla nostra ragazza della reception. Intervistato dal magnate di Playboy, rivela che il suo idolo è sempre stato lui: BOBO VIERI.
 
VINCENZI: Prestazione fantastica durante la prima partita, talmente fantastica che alla fine hanno richiesto l’anti-dopping. Ma il vero talento lo dimostra con la telecamera, una regia incredibile, il Pirlo del cinema, sempre pronto a riprendere gli avvenimenti più importanti. Probabile premiato al prossimo Palmares di Cannes. BINTZH GOES TO HOLLYWOOD.
 
KOUNDI: Esordio ufficiale per il nostro Omar. Ottimo in campo, ha carattere, determinazione e corre ovunque. Arriva a Genova sano e ne esce distrutto e probabilmente, con grossa invidia del Mister, i capelli sono l’unica cosa che gli resta. Prima viene travolto da Guerra, poi si scortica un gomito e si distrugge un polpaccio. Alessandro Masini, presidente della Sezione di Genova, dichiara: “abbiamo deciso all’ultimo di togliere il premio EROE DI GUERRA, altrimenti l’avrebbe sicuramente vinto Omar”. Niente premio di consolazione per lui, ma noi tuoi consezionali ricorderemo sempre il tuo coraggio e la tua devozione alla squadra. MARTIRE.
 
SERENA: E’ tutto pronto al Baiardo, l’erede del grande Aldo è tra noi. Parte dalla panchina, entra come ala e ci caccia un numero d’alta scuola dribblando un avversario e mettendo la palla al centro dove il buon Dema sfiora il gol. Caratteristica principale del nostro Francesco è l’altezza e quando tutti gli chiedono: “perché non vai di testa?”, lui risponde: “ho paura del mucchio selvaggio”. TARCI.
 
SCHIAVON: Arriva la sera del sabato, affronta il viaggio da solo in treno, però alla fine raggiunge i suoi compagni. Gioca poco, ma il suo contributo maggiore  lo da con lo spirito di associazione, il Jolly del divertimento e della simpatia. Dove c’è Schiavon c’è la risata, dove c’è la risata c’è il divertimento. La sua passione più famosa è quella dei cachi, una passione così grande che probabilmente lo vedremo in diretta su Linea Verde in qualche puntata speciale. Da questo amore per il caco ne deriva la sua frase simbolo, che nell’occasione del torneo, non è mancata: VIEN DO DAL CACHER.
 
TOSELLO: New entry del gruppo. Scattista nato, probabilmente la rasatura dei capelli gli da un’aerodinamicità tale da sfiorare Mach1. Parte dalla panchina anche lui, ma quando entra dimostra a tutti di essere veloce, fisico e di tenere alla squadra impegnandosi a fondo, sfiorando anche il gol in un paio di occasioni. Durante il viaggio di ritorno cade in un sonno profondo, talmente profondo che sarà preso come spunto per una delle nuove favole Disney. BEL ADDORMENTATO DELL’AUTOBUS.
 
INGENITO: Al centro delle bische clandestine di scopone. Fortunato come non mai, quando il balcanico spera che la fortuna non lo assista più, il nostro Gemba gli ricorda di aver vinto gli occhialini alla lotteria e si scatena come non mai. La prima sera  acquisisce un certo feeling con le siepi di Genova e ad un certo punto, forse per la tensione o forse per l’abuso di succhi di frutta alla pera, inizia a far capire chi comanda con tutta la rabbia repressa possibile. In campo un gladiatore, l’agonismo è alle stelle, chiama palla urlando “Picciotto!! Pass ca” e si scontra con gli avversari dicendo “famm’ passà o t’ spiez’”. IL PADRINO.
 
GUERRA: La sua tecnica non sarà eclatante, ma bisogna riconoscere che ha lo spirito giusto. Corre tantissimo e forse più cuore di lui non ce lo mette nessuno. Calcia un rigore da uomo di ghiaccio come altri non hanno saputo fare. Non si sa come, è riuscito a travolgere Koundi, ma il mistero è stato svelato ai nostri microfoni e quando gli abbiamo chiesto il motivo di tale folle gesto è scoppiato in lacrime dicendo: “Mi ha rubato la figurina di Padoin!! Mi pento di ciò che ho fatto, ma in quel momento la rabbia ha preso il sopravvento”. GOD OF GUERRA.
 
DURIGHELLO: Grande prova per il nostro Duri. Si sacrifica per la squadra correndo tantissimo e trova anche il gol. Grande prova di cuore durante la semifinale contro Milano che lo rende protagonista nella fortunata rete del pareggio a tempo quasi scaduto. Questo lo ha portato a diventare un vip, il biondo più desiderato del palcoscenico genoano, talmente desiderato che sarà il prossimo tronista in “Uomini e Donne”. Ma la sua fama non si è fermata a questo:  alla fine della semifinale, Nando Sanvito, lo ha voluto ai suoi microfoni per la classica intervista al migliore in campo e sulla “Gazzetta dello sport” ne parlano come il prossimo uomo mercato con cifre esorbitanti che si aggirano attorno ai 10 euro. UOMO PARTITA SKY.
 
ONGARATO: Dopo aver giocato per alcuni anni negli Emirati Arabi, torna in patria a giocare per la nostra sezione riducendosi pure lo stipendio da 22 centesimi al mese a 5 centesimi lordi. Un gesto di grande cuore per una maglia che ha sempre amato sin da bambino. Parte con il botto con un gol da cineteca: gran lancio di Bado, stop a seguire scavalcando l’avversario, tiro e RRRRETE INCREDIBILE, ‘CCEZZIONALE. Uno spettacolo agli occhi di tutti. Purtroppo con quel movimento, probabilmente per l’età avanzata, si infortuna. Ma lui non molla neanche da fuori e continua a incitare la squadra dalla panchina come allenatore in seconda, pregando le divinità del calcio e invocando anche il suo amato zio sportivo, di cui nessuno era a conoscenza. DRAGO.
 
MALAGNINO: Un po’ aggressivo, ma efficace. Ad un certo punto colpisce male un pallone che Diego raccoglie, ma l’arbitro decide che è retropassaggio e fischia un indiretto da dentro l’area. Da li il Mala cade in depressione e successivamente decide di non entrare. Poi la serata del sabato, gli da quello spirito combattivo perso e il giorno dopo entra in campo con gli occhi della tigre. Per gli avversari non c’è più scampo e lui fa il suo ottimo dovere. ROCKY BALBOA.
 
BELLO’: Quando entra in campo fa il suo, difende, controlla bene gli avversari e certe volte riesce anche in ottimi anticipi. Grossi rischi per un tacco in fase difensiva che ha quasi costretto Giacu a ricorrere alla rianimazione per lo spavento. Complimenti però al nostro Kristian che ha giocato a calcio, riducendo notevolmente gli interventi da killer professionista.  REDENTO.
 
TARRARAN: La nostra arma segreta. Schierato inizialmente in difesa, ha dimostrato di essere una roccia. Ogni volta che spazzava non si sa dove potesse finire il pallone, probabilmente alcuni hanno raggiunto lo stadio Marassi rifornendolo per la partita serale tra Genoa e Inter. Dalla difesa si è poi spostato in attacco come “punta di peso”. Ed è proprio in questo ruolo che raggiunge l’apoteosi. Pian piano ingrana e man mano che prendeva velocità si poteva notare il terrore negli occhi degli avversari che temevano lo scontro diretto. TARRATUNK.
 
GIACU: Romano allena, arriva lui e si becca pure un ottimo piazzamento da mister. Durante le partite era sicuramente il più agitato, così agitato da prendersi pure il richiamo in sardo dal quarto uomo. Schizza di testa più volte trasformandosi nell’incredibile Hulk versione sarda e la Marvel ha già preso i contatti per farlo recitare nella parte del mostro verde nei prossimi film. Ma comunque il risultato finale è stato ottimo e sappiamo tutti di chi è il merito. .. di ROMANO: Il merito è suo di sicuro caro il nostro sardo. Come sempre ottimo nella preparazione, riesce ad unire il gruppo in un modo incredibile. Trova per ognuno il ruolo più adatto e sappiamo tutti che anche se non ha potuto venire a Genova era presente lo stesso. PANCHINA D’ORO.
 
ANNALISA, ALICE, ALINA, SARA: Le nostre fantastiche tifose. Erano “solo” 4 ma hanno comunque sembrava fossero una curva intera. Senza di loro probabilmente non saremmo arrivati così avanti nel torneo. Siete state incredibili con cori per ognuno di noi dall’inizio alla fine suscitando l’invidia da parte delle altre sezioni. Le migliore le abbiamo solo noi. HOOLIGANS.
 
MARCONATO: Importante ruolo da massaggiatore all’inizio pronto e reattivo non ad entrare in campo, ma a fare i complimenti all’assistente donna. Il meglio di se lo da il sabato sera, con un tour “speciale” tra le vie di Genova. Con doti di marketing indiscutibili riusciva a tirar fuori le consumazioni gratuite a chiunque. Con il suo carisma è riuscito a domare il Leone di pietra di Genova e farlo diventare il suo  temuto destriero. Il suo motto? “Mi no son da Casteo, son da Genova”. La domenica capisce che il meglio di se lo avrebbe in tribuna tanto, ma sappiamo tutti che voleva stare vicino alle nostre quattro veline. GABIBBO.
 
FLODIS: Anche lui non partecipa da calciatore, ma comunque entra perfettamente nello spirito della trasferta accompagnando sempre la squadra, gioendo e soffrendo con essa. Il sabato sera esce fino a tardi e purtroppo non lo lasciano entrare in un locale perché troppo giovane, ma alcuni dicono “se parché no te ga a barba”. SBARBATO.
 
DODA, SILVIA: Vengono con noi non come calciatori, ma come tifosi. La domenica decidono di rimanere a Genova, ma poco dopo si pentono ed avendo perso la corriera, chiama un taxi, lo paga e raggiunge la squadra al Baiardo. Grande cuore per i nostri due tifosi, che non vogliono mai lasciare la squadra. GRANDE CUORE.
 
SERATO NICO, SERATO MARIO: Presenti fino al sabato pomeriggio sono venuti per la compagnia e per sostenere la squadra. Hanno dimostrato di tenerci particolarmente per il fatto che pur di esserci, sono venuti solo per un giorno. FANTASTICI.
 
GB: Anche lui fugge il sabato pomeriggio con la scusa della partita. In realtà lo sappiamo tutti che il sardo si era incattivito e dopo le minacce ha costretto il presidente alla fuga. Ma comunque anche con il poco tempo a disposizione è riuscito a fare le pubblic relations dovute, creando nuovi rapporti per la sezione. DIPLOMATICO.