UNA SERATA CON…. MICHELE RONCA

 

Lo scorso lunedì 11 marzo presso i locali della ns. sezione sì è tenuta un incontro  esclusivamente dedicato al calcio a 5 e tenuto dall’arbitro della CAN5 Michele Ronca della sezione di Rovigo.  Tale riunione, fortemente voluta dagli arbitri di futsal castellani ha visto la partecipazione anche di numerosi colleghi provenienti dalle sezioni di Bassano, Vicenza  e Treviso.

Michele, arbitro dal 1996, ha focalizzato  l’attenzione del nutrito pubblico verso la regola n. 5: l’arbitro, facendo emergere come  la divisa arbitrale sia oramai una seconda pelle per lui.

Partendo dall’arrivo della designazione fino alla preparazione della trasferta,  egli ha trasmesso soprattutto verso i colleghi più giovani  il proprio modo di vivere questa passione.

Essere arbitro significa quindi non solo attendere pazientemente la designazione, ma allenarsi settimanalmente proprio per farsi trovare pronto al momento clou: la partita, indossando sempre la ns. maschera, senza cercare di apparire quello che non siamo: non si può difatti essere innaturali, in quanto i giocatori ed il pubblico capirebbero subito tale forzatura e ciò potrebbe nuocere anziché favorire l’andamento della gara e la stessa prestazione arbitrale.

Michele ha inoltre posto l’accento su di un altro punto fondamentale: ciò che noi facciamo prima durante o dopo la gara dobbiamo sentircelo dentro, e viverlo minuto per minuto: tutto ciò è un divertimento e nessuno deve rubargli neppure un secondo: né il cronometrista al quale chiedere di far scorrere velocemente il tempo,  né il giocatore che vuole rendersi protagonista ai suoi danni.

a malincuore egli ha confessato di contare quante gare mancano prima di dover appendere il fischietto al chiodo. pertanto tutto ciò che ne consegue non può essere considerato un peso: perciò gli stessi allenamenti o la voglia di migliorare la propria preparazione sia fisica che tecnica, deve essere considerata come parte fondamentale di questo sport.

Inoltre, tra i vari episodi vissuti da quando gira l’Italia per dirigere gare anche nella massima serie (ha fatto l’esordio in Serie A1 lo scorso gennaio 2018), ha evidenziato come noi stessi siamo gli artefici dei nostri successi: perciò prima di incolpare i vari Osservatori o i vari organi tecnici, è bene fare un esame di coscienza per capire se tutto ciò che facciamo sia giusto, senza magari roderci di invidia andando a guardare cosa fanno i nostri colleghi, che molte volte, dentro di noi li consideriamo magari più scarsi.

Infine, prima del ritrovo conviviale, si è soffermato proprio sul ruolo degli Osservatori, partendo dalla sua esperienza di delegato sezionale: i vari formatori non devono , questo è il suo pensiero, fare la lista della spesa, ma cercare di mettersi nei panni dei colleghi visionati più giovani, riuscendo a trasmettere i giusti input e le giuste motivazioni.